Sportello Ascolto

A seguito della sperimentazione, presso il CPO del Politecnico di Milano, di uno Sportello di Ascolto per il disagio lavorativo, attuato nell’ambito del progetto interregionale Universidonna nel 2006, il cui esito positivo ha evidenziato un’esigenza sentita anche nel nostro Ateneo, l’Amministrazione del Politecnico di Milano ha deciso di provvedere all’apertura del servizio di Sportello Ascolto in modo continuativo dal 2008.

Il CPO, per lo Sportello Ascolto si avvale della collaborazione di personale altamente qualificato ed esperto di problematiche organizzative e di genere, esterna all’Ateneo. 
Offre a tutto il personale, in forma assolutamente riservata, uno spazio in cui le persone possono affrontare le problematiche personali legate

  • alla gestione del proprio ruolo,
  • a problemi di sviluppo di carriera

cercando di affrontare durante i colloqui aspetti e motivi relazionali e organizzativi legati alla causa di disagio.

L’obiettivo è quello di individuare ipotesi e strategie di miglioramento o di risoluzione del problema e, se necessario, supporti istituzionali o esterni.

La privacy viene assicurata in quanto gli incontri si svolgeranno prendendo appuntamento telefonico con la segreteria del CPO (02 2399 3765) o inviando una mail a cpo_segreteria(at)ceda.polimi.it indicando nell’oggetto “Sportello Ascolto”. 
I colloqui si svolgeranno presso la sede del CPO di Milano o presso un luogo separato e “protetto” individuato nelle varie sedi periferiche, prevalentemente nella giornata di lunedì in orari da concordare tenendo conto delle esigenze delle persone e dell’esperta.

Il CPO ha curato la pubblicazione del Manualetto di buone prassi per la progettazione e gestione di uno Sportello di ascolto del disagio lavorativo.

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“L’attività lavorativa rappresenta un elemento estremamente importante nella vita di ogni individuo, non solo per essere lo strumento di acquisizione dei mezzi di sussistenza, ma per il fatto di richiedere l’impegno delle capacità di ciascuno e quindi la loro evidenziazione e il loro apprezzamento. Richiedendo poi l’attività lavorativa anche un impegno temporale che occupa la maggior parte delle ore di veglia e la quasi totalità delle ore libere dalle funzioni della sopravvivenza, si capisce come la qualità del lavoro e dell’ambiente di lavoro influenzino la qualità della vita in generale e la serenità dell’individuo in particolare. 
Ogni intervento, quindi, atto a garantire una serena attività lavorativa va a vantaggio dell’individuo e della struttura in cui è inserito e deve essere attuato in forma estensiva ed intensiva. 
Questo problema è stato spesso ignorato o comunque non affrontato in condizioni di assoluta necessità di lavorare; attualmente, nei paesi ricchi, il disagio sul lavoro è diventato problema emergente di sempre maggiore interesse. Infatti , come detto, esso coinvolge la qualità della vita, e non solo quella lavorativa, e lo si vive oggi anche nelle università che pure si collocano in posizione privilegiata rispetto il resto del mondo lavorativo”. 

(Amalia Ercoli Finzi)

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Dati Sportello Ascolto